Agli inizi del XX secolo Marthe Borély (1880-1955), critica letteraria e saggista francese, si oppose al nascente movimento femminista con una serie di scritti di vasta diffusione e di grande successo. Su di lei, e su altre donne che come lei si schierarono contro il «femminismo politico», è poi calato l’oblio. Sebbene le loro tesi siano giustamente state sconfitte, esse appaiono nondimeno rappresentative di un'epoca in cui non tutte le donne si riconoscevano nelle battaglie per eguali diritti, poiché inseguivano valori segnatamente diversi. Riproporne una testimonianza nella prosa di Borély significa gettar luce su un passaggio storico, politico e sociale attraversato da molteplici contrasti, e che una storiografia mirata alla conoscenza e alla comprensione non dovrebbe ignorare.
Agli inizi del XX secolo Marthe Borély (1880-1955), critica letteraria e saggista francese, si oppose al nascente movimento femminista con una serie di scritti di vasta diffusione e di grande successo. Su di lei, e su altre donne che come lei si schierarono contro il «femminismo politico», è poi calato l’oblio. Sebbene le loro tesi siano giustamente state sconfitte, esse appaiono nondimeno rappresentative di un'epoca in cui non tutte le donne si riconoscevano nelle battaglie per eguali diritti, poiché inseguivano valori segnatamente diversi. Riproporne una testimonianza nella prosa di Borély significa gettar luce su un passaggio storico, politico e sociale attraversato da molteplici contrasti, e che una storiografia mirata alla conoscenza e alla comprensione non dovrebbe ignorare.